il mondo di Fileas Fogg

 

about
La vita è un'eterna scoperta; cio' che sara' di noi, lo scopriremo solo vivendo. Fileade (inspired by Mogol)
I diari di viaggio di Fileas
viaggio a Parigi I parte viaggio a Parigi II parte viaggio a Parigi III parte viaggio a Dublino I parte viaggio a Dublino II parte viaggio a Dublino III parte viaggio a Dublino IV parte viaggio a Dublino V parte viaggio a Dublino VI parte
I post di Fileas
L'improbabile gnokka...
Passioni!...
link
Anna Frank: per non dimenticare
blog amici
Taxidriver
Peppe Bender
Smasho
Andrea Amorgin
Vicio Awana (sgheps)!
Lauxina
Pepe Maravilha
link per la mia musica preferita
Porcupine Tree
Sito Italiano dei PT
Steven Wilson
No-Man
Pain Of Salvation
Forum italiano dei POS
Riverside
Opeth
Anathema
Gianluca Grignani "the Joker"
Vanden Plas
i miei cd preferiti
Vanden Plas - far off grace
Pain of Salvation - the perfect element
Anathema - Judgement
Porcupine Tree - the lightbulb sun
Riverside - out of myself
Dream Theatre - images and words
America - America
blog archivio
oggi
maggio 2008
aprile 2008
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
agosto 2006
maggio 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
agosto 2005
giugno 2005
marzo 2005
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
aforismi musicali

L. BATTISTI - CON IL NASTRO ROSA
Parole e Musica di:
BATTISTI-MOGOL
Inseguendo una libellula in un prato un giorno che avevo rotto col passato quando già credevo di esserci riuscito son caduto.
Una frase sciocca un volgare doppio senso mi hanno allarmato non è come io la penso, ma il sentimento era già un po' troppo denso e son restato.
Chissà, chissà chi sei, chissà che sarai chissà che sarà di noi, lo scopriremo solo vivendo.
Comunque adesso ho un po' paura ora che quest'avventura sta diventando una storia seria spero tanto tu sia sincera!
Il magazzino che contiene tante casse, alcune nere alcune gialle alcune rosse, dovendo scegliere e studiare le mie mosse, sono alle impasse.
Mi sto accorgendo che son giunto dentro casa, con la mia cassa ancora con il nastro rosa, e non vorrei aver sbagliato la mia spesa o la mia sposa.
Chissà chissà chi sei chissà che sarai chissà che sarà di noi lo scopriremo solo vivendo.
Comunque adesso ho un po' paura ora che quest'avventura sta diventando una storia seria spero tanto tu sia sincera!
STING - IF YOU LOVE SOMEBODY
If You Love Somebody Set Them Free
If you need somebody, call my name
If you want someone, you can do the same
If you want to keep something precious
You got to lock it up and throw away the key
If you want to hold onto your possession
Don't even think about me
If you love somebody
If you love someone
If you love somebody
If you love someone, set them free
Set them free
Set them free
Set them free
Set them free
If it's a mirror you want, just look into my eyes
Or a whipping boy, someone to despise
Or a prisoner in the dark
Tied up in chains you just can't see
Or a beast in a gilded cage
That's all some people ever want to be
If you love somebody
If you love someone
If you love somebody
If you love someone, set them free
Set them free
Set them free
Set them free
Set them free
You can't control an independent heart
Can't tear the one you love apart
Forever conditioned to believe that we can't live
We can't live here and be happy with less
So many riches, so many souls
Everything we see that we want to possess
If you need somebody, call my name
If you want someone, you can do the same
If you want to keep something precious
You got to lock it up and throw away the key
If you want to hold onto your possession
Don't even think about me
If you love somebody
If you love someone
If you love somebody
If you love someone set them free
Set them free
Set them free
Set them free
Set them free

ANATHEMA - WINGS OF GOD
words & music by
John Cavanagh

No one can find me
Here in my soul
Kicking and screaming
Out of control
Calm myself down now
Nobody knows
No one can find me
Here in my soul
Hooked on your problems
Do I know why
And if you come my way again
Would I, would I lend a hand
Would I understand
Lend a hand
Understand
No one can find me
Here in my soul
Kicking and screaming
Out of control
Calm myself down
Nobody knows
No one can find me
Here in my soul
Solitude was never, never seen as loneliness
And things need time And time leads to other things
And playing roles
Which are limited
By the poor fund of knowledge
In the sick, sick world
We all fall down
Once in a while
Escaping the law of the unexplained pains
Would lend a hand
Would understand
Understand


Le mie birre preferite - una Birra per ogni luogo
Hoegaarden - Belgio
Carlsberg - Danimarca
Erdinger Weißbräu - Germania
Cielo stellato
Vincent Van Gogh
la nuit etoileè
Museè d'Orsay - Paris

L'Europa dal satellite
counter
siete stati nel mondo di Fileas *loading* volte
E' gradito il vostro ritorno; lasciate un commento!!



domenica, novembre 07, 2004
 

I viaggi di Fileas: Berlino 1°parte

Anche se con un po’ di ritardo, eccovi comunque il diario del viaggio dell’estate 2004.

5 agosto, ore 20.30: borsoni e zaini vari pronti (sigh!), fido lettore mp3 caricato e pronto all’uso, si parte finalmente; il giro dell’estate 2004 comincia, organizzato come sempre all’insegna della fantasia e dell’imprevedibile (vedremo presto quanto imprevedibile) dal vostro Fileade (se possibile nel rispetto della minor spesa possibile :P).

Il raggiungimento della prima tappa (Berlino), lasciati alle spalle i concittadini, il caldo asfissiante, e il consueto casino del covo di disservizi di Punta Raisi, prevede la solita sosta tecnica notturna all’aeroporto, come imposto dalle regole del low cost; questa volta pero’, si passa la notte all’aeroporto di Stoccarda e non a London Stansted, e qui la prima sorpresa; arrivati alle 22.30 circa, (il volo è puntualissimo, si vede l’efficienza tedesca, ehehe!!), il tempo di fare un giro, per scoprire ahime’ che l’aeroporto è praticamente deserto; a mezzanotte circa chiude l’ultimo posto di ristoro, e restiamo sei - sette persone a vagare per i terminal deserti, con valigione al seguito; diciamo che si potrebbe dormire tranquillamente (la polizia fa ronde a intervalli di mezzora), ma il fatto di essere praticamente soli rende la cosa un po’ sinistra… vabbè, localizzata una comoda postazione vicino al distributore automatico (almeno i generi di conforto sono assicurati), cuffia in testa e libro aiutano a trascorrere la nottata; alle 5.00 il check in, alle 7.30, per la nottata in bianco, si parte, alle 8.30 finalmente sono a Berlino (praticamente morto di sonno per la nottata in bianco), e qui cominciano i guai, perché dopo un’attesa al nastro trasportatore dell’aeroporto di Schönefeld, realizzo che il borsone non è giunto; avendo gia’ passato l’esperienza l’anno precedente, quando i bagagli arrivarono (direttamente in albergo) il giorno dopo l’arrivo, mi reco fiducioso al banco lost and found a fare la denuncia, dove una cortesissima signora tedesca mi spiega altrettanto implacabilmente che non ha la benche’ minima idea sul dove sia finito il mio bagaglio, spiegandomi che certamente (!?) avrebbe avuto presto notizie; fatta la denuncia, mi reco in città; e qui la seconda sorpresa, forse piu’ amara della prima: fa caldo, c’è praticamente la stessa temperatura che ho lasciato il giorno prima, un po’ piu’ ventilato, incredibilmente piu’ umido.

Arrivo e sistemazione in hotel, dove l’addetto alla reception mi fa notare con teutonica aria di efficienza che è praticamente da tutta l’estate che alcuni loro clienti provenienti dall’Italia arrivano con i bagagli disguidati, sentita la quale sparata lo ammutolisco rispondendo di essere arrivato con un volo interno tedesco, con bagaglio passato al check in a Stoccarda, si parte per il primo giro della citta’.

L’albergo si trova in quella che era Berlino est, devo dire che la prima presa di contatto mi lascia piacevolmente stupito: la zona si compone di piccole palazzine e strade immerse nel verde, non lussuose ma esteticamente piu’ che gradevoli; l’opinione generale che mi faro’ andando in giro nei giorni successivi, è quella di una citta’ in cui è ancora visibile la spaccatura degli anni passati, ci sono ancora molti edifici da ristrutturare e si incontrano ad ogni angolo cantieri aperti ma al contrario di cio’ che si poteva pensare nei quartieri della zona est non era tutto da buttare.

Dopo un giro al centro commerciale per provvedere ai primi bisogni, mi preparo per la prima serata berlinese; si comincia a esplorare l’Alexanderplatz, la grande piazza,

dove fino a tarda notte si possono trovare centinaia di persone, musicisti ambulanti, artisti da strada;

 anche qui le ristrutturazioni in corso stanno cambiando il volto; da li’ a piedi mi dirigo verso la Karl Marx Alleè, dove in serata si svolge la fiera delle birre europee; l’Alleè e’ un esempio boulevard di grandi dimensioni, destinato a ospitare parate celebrative; comunque, la fiera delle birre è di notevole importanza, piu’ di due kilometri di stand, oltre 400 marche di birra diverse, recitano i volantini, io non le ho contate, solo degustata una bella Hoegaarden per aperitivo.

Dopo la cena, accompagnata da una bella birra (locale questa volta), ritorno in hotel con il tram, piacevolmente collocato.

Secondo giorno a Berlino: il caldo ahime’ non da’ tregua, si parte lo stesso di buon mattino (sperando di trovare i bagagli al rientro), destinazione Friedrichstraße;

questa strada è rimasta famosa, perche’ iniziava all’est e finiva all’ovest, passando attraverso il famoso check point charlie; si parte da dalla zona ex est, in parte gia’ ristrutturata; la passeggiata è piacevole, si attraversa il fiume, dopo un po’ ecco il check point charlie (o perlomeno cio’ che ne rimane, lasciato sia per i ricordi storici sia come attrazione turistica), l’antico punto di transito fra Bercino est e ovest, dove si fronteggiavano i carri armati russi e americani; era il passaggio usato dai turisti e dai funzionari delle potenze alleate che amministravano la citta’;

tuttavia l’impressione che se ne ricava è enorme ancora oggi, a pensare che fino al 1990 la citta’ era divisa tra due stati e che soprattutto questa divisione sottendeva due diversissime concezioni di vita; la stazione della metro di Friedrichstraße, situata qui vicino, rimane nella memoria dei berlinesi in quanto rappresentava un altro punto di confine fra le due germanie, dove si doveva cambiare treno per andare dall’altra parte; è stato sicuramente un peccato non potere vedere come erano le cose prima del crollo del muro e della dissoluzione politica dell’est; continuo il giro per vedere la porta di Brandeburgo, uno dei simboli della citta’, anche questa restaurata e riaperta nel 1990 (di fatto il muro la rendeva quasi irraggiungibile, in quanto era situata nella terra di nessuno dietro il muro); la zona è piena di cose da vedere, sia negozi e centri commerciali insediati nei palazzi appena restaurati, sia monumenti; da qui si va per la grandissima piazza adiacente “Pariser Platz” e il grande viale “Unter den Linden”, pieno di palazzi storici.

Rientro in albergo, dove ahime’, nessuna notizia dei bagagli; preoccupatissimo, vado di nuovo a comprare altre cose in sostituzione di quelle non arrivate, e mi tocca pure mettermi a lavare le cose sporche; comunque, risolti per il momento i problemi logistici, si esce per la serata del sabato.

postato da fileasfogg | 19:08 | commenti (8)