I viaggi di Fileas: Berlino 1°parte
Anche se con un po’ di ritardo, eccovi comunque il diario del viaggio dell’estate 2004.
5 agosto, ore 20.30: borsoni e zaini vari pronti (sigh!), fido lettore mp3 caricato e pronto all’uso, si parte finalmente; il giro dell’estate 2004 comincia, organizzato come sempre all’insegna della fantasia e dell’imprevedibile (vedremo presto quanto imprevedibile) dal vostro Fileade (se possibile nel rispetto della minor spesa possibile :P).
Il raggiungimento della prima tappa (Berlino), lasciati alle spalle i concittadini, il caldo asfissiante, e il consueto casino del covo di disservizi di Punta Raisi, prevede la solita sosta tecnica notturna all’aeroporto, come imposto dalle regole del low cost; questa volta pero’, si passa la notte all’aeroporto di Stoccarda e non a London Stansted, e qui la prima sorpresa; arrivati alle 22.30 circa, (il volo è puntualissimo, si vede l’efficienza tedesca, ehehe!!), il tempo di fare un giro, per scoprire ahime’ che l’aeroporto è praticamente deserto; a mezzanotte circa chiude l’ultimo posto di ristoro, e restiamo sei - sette persone a vagare per i terminal deserti, con valigione al seguito; diciamo che si potrebbe dormire tranquillamente (la polizia fa ronde a intervalli di mezzora), ma il fatto di essere praticamente soli rende la cosa un po’ sinistra… vabbè, localizzata una comoda postazione vicino al distributore automatico (almeno i generi di conforto sono assicurati), cuffia in testa e libro aiutano a trascorrere la nottata; alle 5.00 il check in, alle 7.30, per la nottata in bianco, si parte, alle 8.30 finalmente sono a Berlino (praticamente morto di sonno per la nottata in bianco), e qui cominciano i guai, perché dopo un’attesa al nastro trasportatore dell’aeroporto di Schönefeld, realizzo che il borsone non è giunto; avendo gia’ passato l’esperienza l’anno precedente, quando i bagagli arrivarono (direttamente in albergo) il giorno dopo l’arrivo, mi reco fiducioso al banco lost and found a fare la denuncia, dove una cortesissima signora tedesca mi spiega altrettanto implacabilmente che non ha la benche’ minima idea sul dove sia finito il mio bagaglio, spiegandomi che certamente (!?) avrebbe avuto presto notizie; fatta la denuncia, mi reco in città; e qui la seconda sorpresa, forse piu’ amara della prima: fa caldo, c’è praticamente la stessa temperatura che ho lasciato il giorno prima, un po’ piu’ ventilato, incredibilmente piu’ umido.
Arrivo e sistemazione in hotel, dove l’addetto alla reception mi fa notare con teutonica aria di efficienza che è praticamente da tutta l’estate che alcuni loro clienti provenienti dall’Italia arrivano con i bagagli disguidati, sentita la quale sparata lo ammutolisco rispondendo di essere arrivato con un volo interno tedesco, con bagaglio passato al check in a Stoccarda, si parte per il primo giro della citta’.
L’albergo si trova in quella che era Berlino est, devo dire che la prima presa di contatto mi lascia piacevolmente stupito: la zona si compone di piccole palazzine e strade immerse nel verde, non lussuose ma esteticamente piu’ che gradevoli; l’opinione generale che mi faro’ andando in giro nei giorni successivi, è quella di una citta’ in cui è ancora visibile la spaccatura degli anni passati, ci sono ancora molti edifici da ristrutturare e si incontrano ad ogni angolo cantieri aperti ma al contrario di cio’ che si poteva pensare nei quartieri della zona est non era tutto da buttare.
Dopo un giro al centro commerciale per provvedere ai primi bisogni, mi preparo per la prima serata berlinese; si comincia a esplorare l’Alexanderplatz, la grande piazza,

dove fino a tarda notte si possono trovare centinaia di persone, musicisti ambulanti, artisti da strada;

anche qui le ristrutturazioni in corso stanno cambiando il volto; da li’ a piedi mi dirigo verso la Karl Marx Alleè, dove in serata si svolge la fiera delle birre europee; l’Alleè e’ un esempio boulevard di grandi dimensioni, destinato a ospitare parate celebrative; comunque, la fiera delle birre è di notevole importanza, piu’ di due kilometri di stand, oltre 400 marche di birra diverse, recitano i volantini, io non le ho contate, solo degustata una bella Hoegaarden per aperitivo.
Dopo la cena, accompagnata da una bella birra (locale questa volta), ritorno in hotel con il tram, piacevolmente collocato.
Secondo giorno a Berlino: il caldo ahime’ non da’ tregua, si parte lo stesso di buon mattino (sperando di trovare i bagagli al rientro), destinazione Friedrichstraße;

questa strada è rimasta famosa, perche’ iniziava all’est e finiva all’ovest, passando attraverso il famoso check point charlie; si parte da dalla zona ex est, in parte gia’ ristrutturata; la passeggiata è piacevole, si attraversa il fiume, dopo un po’ ecco il check point charlie (o perlomeno cio’ che ne rimane, lasciato sia per i ricordi storici sia come attrazione turistica), l’antico punto di transito fra Bercino est e ovest, dove si fronteggiavano i carri armati russi e americani; era il passaggio usato dai turisti e dai funzionari delle potenze alleate che amministravano la citta’;

tuttavia l’impressione che se ne ricava è enorme ancora oggi, a pensare che fino al 1990 la citta’ era divisa tra due stati e che soprattutto questa divisione sottendeva due diversissime concezioni di vita; la stazione della metro di Friedrichstraße, situata qui vicino, rimane nella memoria dei berlinesi in quanto rappresentava un altro punto di confine fra le due germanie, dove si doveva cambiare treno per andare dall’altra parte; è stato sicuramente un peccato non potere vedere come erano le cose prima del crollo del muro e della dissoluzione politica dell’est; continuo il giro per vedere la porta di Brandeburgo, uno dei simboli della citta’, anche questa restaurata e riaperta nel 1990 (di fatto il muro la rendeva quasi irraggiungibile, in quanto era situata nella terra di nessuno dietro il muro); la zona è piena di cose da vedere, sia negozi e centri commerciali insediati nei palazzi appena restaurati, sia monumenti; da qui si va per la grandissima piazza adiacente “Pariser Platz” e il grande viale “Unter den Linden”, pieno di palazzi storici.
Rientro in albergo, dove ahime’, nessuna notizia dei bagagli; preoccupatissimo, vado di nuovo a comprare altre cose in sostituzione di quelle non arrivate, e mi tocca pure mettermi a lavare le cose sporche; comunque, risolti per il momento i problemi logistici, si esce per la serata del sabato.